in relazione a quella degli uomini
Nel corso del Novecento, complessi processi strutturali e culturali hanno prodotto slittamenti e rotture della linea di demarcazione tra sfera pubblica e sfera privata definite, secondo una consolidata costruzione di genere, la prima al maschile e la seconda al femminile. Tali trasformazioni, tra l’altro, hanno portato una visibile e problematica presenza delle donne nella dimensione politica, roccaforte maschile per eccellenza. Un percorso che vede, con il conseguimento del diritto di voto e di rappresentanza, una significativa svolta che suscita allarme e paure. Rappresentazioni caricaturali, stereotipi negativi e limitanti hanno accompagnato e dato forma all’ingresso delle donne nella scena politica concorrendo a ribadire consolidati modelli di genere.
Nell’intento di offrire materiali di riflessione e di elaborazione, questa sezione del sito mira a offrire alcuni degli esempi più significativi di tali rappresentazioni
Mentre la campagna è in corso, il 1 febbraio 1945 il secondo governo Bonomi emana il decreto luogotenenziale n. 23, “Estensione del diritto di voto alle donne”, andando incontro alle…
Gli anni della nascita dell’Italia Repubblicana visti dalla gente comune e letti attraverso i diari conservati presso l’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano.
A Endine, ho fatto la seconda elementare, questa volta in una scuola pubblica e… mista. Trovavo i ragazzi endinesi banali, stupidi, noiosi, inesistenti. Nulla avevano con gli scugnizzi che ...
Nell’aprile ’53 tenni un comizio senza microfoni (non c’era ancora il rumore delle automobili) ai giovani e ragazze di Cordovado. Appena finito di parlare, si avvicinò il Maresciallo Scognamillio ...
La campagna politica elettorale, la più dura e la più violenta, fu quella del 18 Aprile 1948. Non mancava giorno che noi comunisti non venivamo provocati. I dirigenti del ...
Il 2 giugno 1946 ci furono le elezioni ed il referendum. Con nostra grande sorpresa il PSIUP ottenne più voti del PCI. Eppure i comunisti erano stati molto più ...
Proponiamo in questa sezione alcuni temi centrali che emergono dallo studio delle rappresentazioni visuali e testuali delle elette sulla stampa dell’epoca.
È il 25 giugno del 1946, a piazza Montecitorio si respira un’aria solenne: i padri e le madri della Repubblica Italiana sfilano sotto lo sguardo attento dei giornalisti mentre una folla li attende curiosa.
Tra i 556 eletti si contano 21 elette, pari a una rappresentanza del 3,6 per cento. Il numero complessivo dei voti riportati da tutte le candidate, nelle varie circoscrizioni elettorali, era di 735.254, di cui: 326.690 alle comuniste, 299.849 alle democristiane, 51.561 alle socialiste, 19.221 alle qualunquiste, 18.990 alle repubblicane, 2.062 alle azioniste e 16.872 alle candidate di altri 15 partiti..