in relazione a quella degli uomini
Nel corso del Novecento, complessi processi strutturali e culturali hanno prodotto slittamenti e rotture della linea di demarcazione tra sfera pubblica e sfera privata definite, secondo una consolidata costruzione di genere, la prima al maschile e la seconda al femminile. Tali trasformazioni, tra l’altro, hanno portato una visibile e problematica presenza delle donne nella dimensione politica, roccaforte maschile per eccellenza. Un percorso che vede, con il conseguimento del diritto di voto e di rappresentanza, una significativa svolta che suscita allarme e paure. Rappresentazioni caricaturali, stereotipi negativi e limitanti hanno accompagnato e dato forma all’ingresso delle donne nella scena politica concorrendo a ribadire consolidati modelli di genere.
Nell’intento di offrire materiali di riflessione e di elaborazione, questa sezione del sito mira a offrire alcuni degli esempi più significativi di tali rappresentazioni
Le consultazioni per l’elezione della IV legislatura si svolgono il 28 aprile 1963 e i risultati vedono la Dc in lieve flessione mentre il Pci si rafforza, avviando il processo…
Gli anni della nascita dell’Italia Repubblicana visti dalla gente comune e letti attraverso i diari conservati presso l’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano.
Nel 1957 ero stato, con una delegazione di circa duecento bolognesi, non tutti comunisti, a Mosca al festival della gioventù e, nelle tre settimane di permanenza, mi ero dedicato ...
Ecco perché allo studio dedicavo tutte le mie energie e mai mi sentivo pienamente soddisfatta dei miei successi. Era una gara frenetica con me stessa e aveva anche lo ...
Edoardo D’Onofrio era uno dei personaggi più in vista e più inquietanti del vertice del Pci. Era vissuto a lungo in Unione Sovietica, e anche lui aveva rischiato di ...
E il 2 giugno 1946 andiamo tutti alle urne, in un clima arroventato, dopo una campagna elettorale in cui i monarchici non hanno risparmiato nulla per trionfare. E’ una ...
Proponiamo in questa sezione alcuni temi centrali che emergono dallo studio delle rappresentazioni visuali e testuali delle elette sulla stampa dell’epoca.
È il 25 giugno del 1946, a piazza Montecitorio si respira un’aria solenne: i padri e le madri della Repubblica Italiana sfilano sotto lo sguardo attento dei giornalisti mentre una folla li attende curiosa.
Tra i 556 eletti si contano 21 elette, pari a una rappresentanza del 3,6 per cento. Il numero complessivo dei voti riportati da tutte le candidate, nelle varie circoscrizioni elettorali, era di 735.254, di cui: 326.690 alle comuniste, 299.849 alle democristiane, 51.561 alle socialiste, 19.221 alle qualunquiste, 18.990 alle repubblicane, 2.062 alle azioniste e 16.872 alle candidate di altri 15 partiti..