in relazione a quella degli uomini
Nel corso del Novecento, complessi processi strutturali e culturali hanno prodotto slittamenti e rotture della linea di demarcazione tra sfera pubblica e sfera privata definite, secondo una consolidata costruzione di genere, la prima al maschile e la seconda al femminile. Tali trasformazioni, tra l’altro, hanno portato una visibile e problematica presenza delle donne nella dimensione politica, roccaforte maschile per eccellenza. Un percorso che vede, con il conseguimento del diritto di voto e di rappresentanza, una significativa svolta che suscita allarme e paure. Rappresentazioni caricaturali, stereotipi negativi e limitanti hanno accompagnato e dato forma all’ingresso delle donne nella scena politica concorrendo a ribadire consolidati modelli di genere.
Nell’intento di offrire materiali di riflessione e di elaborazione, questa sezione del sito mira a offrire alcuni degli esempi più significativi di tali rappresentazioni
Il primo ingresso delle donne italiane in una sede istituzionale avviene il 25 settembre 1945, quando viene convocata la Consulta nazionale, un organo non elettivo di rappresentanza istituito con decreto…
Gli anni della nascita dell’Italia Repubblicana visti dalla gente comune e letti attraverso i diari conservati presso l’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano.
Avevo seguito e partecipato con passione alla grande campagna elettorale, anche con indignazione quando gli avversari ricorrevano a mezzi sempre più bassi. Ricordo ancora i manifesti dei Comitati civici ...
Mi dedicavo alla lettura di libri, riviste, giornali, spesso era tempo sottratto ai divertimenti, al sonno, il lavoro dei campi non perdonava, solo quando pioveva mi riposavo e dormivo ...
II mio ingresso nella politica attiva avvenne più che per convinzione ideologica, per il gran desiderio di sentirmi integrata nell’Italia del dopoguerra e per sfuggire alle difficoltà della famiglia. ...
Nel 1948 il Pci era nel Fronte del Popolo, lista delle sinistre, che aveva come simbolo la testa di Garibaldi. A me dispiaceva non avere l’età per votare e ...
Proponiamo in questa sezione alcuni temi centrali che emergono dallo studio delle rappresentazioni visuali e testuali delle elette sulla stampa dell’epoca.
È il 25 giugno del 1946, a piazza Montecitorio si respira un’aria solenne: i padri e le madri della Repubblica Italiana sfilano sotto lo sguardo attento dei giornalisti mentre una folla li attende curiosa.
Tra i 556 eletti si contano 21 elette, pari a una rappresentanza del 3,6 per cento. Il numero complessivo dei voti riportati da tutte le candidate, nelle varie circoscrizioni elettorali, era di 735.254, di cui: 326.690 alle comuniste, 299.849 alle democristiane, 51.561 alle socialiste, 19.221 alle qualunquiste, 18.990 alle repubblicane, 2.062 alle azioniste e 16.872 alle candidate di altri 15 partiti..