in relazione a quella degli uomini
Nel corso del Novecento, complessi processi strutturali e culturali hanno prodotto slittamenti e rotture della linea di demarcazione tra sfera pubblica e sfera privata definite, secondo una consolidata costruzione di genere, la prima al maschile e la seconda al femminile. Tali trasformazioni, tra l’altro, hanno portato una visibile e problematica presenza delle donne nella dimensione politica, roccaforte maschile per eccellenza. Un percorso che vede, con il conseguimento del diritto di voto e di rappresentanza, una significativa svolta che suscita allarme e paure. Rappresentazioni caricaturali, stereotipi negativi e limitanti hanno accompagnato e dato forma all’ingresso delle donne nella scena politica concorrendo a ribadire consolidati modelli di genere.
Nell’intento di offrire materiali di riflessione e di elaborazione, questa sezione del sito mira a offrire alcuni degli esempi più significativi di tali rappresentazioni
Mentre la campagna è in corso, il 1 febbraio 1945 il secondo governo Bonomi emana il decreto luogotenenziale n. 23, “Estensione del diritto di voto alle donne”, andando incontro alle…
Gli anni della nascita dell’Italia Repubblicana visti dalla gente comune e letti attraverso i diari conservati presso l’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano.
Circa un mese dopo, il 14 luglio, ci fu l’attentato contro Palmiro Togliatti, il capo dei comunisti italiani, che segnò il punto di non ritorno nel percorso verso la ...
Subito dopo il rientro a Roma, chiesi ed ottenni l’iscrizione al PCI, cui avevo aderito idealmente sin dalla sua fondazione. Ma ora, avevo il piacere e l’onore di partecipare ...
Comunque si vedeva bene che ero un pesce fuor d’acqua. Un giorno la direttrice ha chiamato mia mamma e le ha proposto di fare uno strappo alla regola e ...
Mia madre tutto ciò lo aveva imparato senza frequentare l’università. Ha imparato a battersi per lavorare meglio con una retribuzione più alta. Ha imparato che ad un padrone si ...
Proponiamo in questa sezione alcuni temi centrali che emergono dallo studio delle rappresentazioni visuali e testuali delle elette sulla stampa dell’epoca.
È il 25 giugno del 1946, a piazza Montecitorio si respira un’aria solenne: i padri e le madri della Repubblica Italiana sfilano sotto lo sguardo attento dei giornalisti mentre una folla li attende curiosa.
Tra i 556 eletti si contano 21 elette, pari a una rappresentanza del 3,6 per cento. Il numero complessivo dei voti riportati da tutte le candidate, nelle varie circoscrizioni elettorali, era di 735.254, di cui: 326.690 alle comuniste, 299.849 alle democristiane, 51.561 alle socialiste, 19.221 alle qualunquiste, 18.990 alle repubblicane, 2.062 alle azioniste e 16.872 alle candidate di altri 15 partiti..